Caposele

Tappa prettamente naturalistica, alla foce del fiume Sele, il fiume più importante della Campania, distante solo 20Km dal nostro Centro Termale.

Le sorgenti del Sele che alimentano l’Acquedotto pugliese e per la località religiosa Materdomini che, con il Santuario di San Gerardo Maiella, ogni anno è meta di più di un milione di pellegrini.

Il suolo collinare del paese è principalmente occupato da terreni agricoli e querceti. Sui rilievi montuosi vi sono boschi rigogliosi, dove crescono alberi ad alto fusto come castagni, aceri di monte e faggi. Salendo di quota, il paesaggio cambia gradualmente, facendo posto a boschi di conifere e pascoli. La fauna del bosco è quella tipica dei Picentini, fra i cui rappresentanti spicca il lupo appenninico, più volte avvistato nel territorio caposelese. È rilevante la presenza del cinghiale, spesso responsabile di significativi danni alle coltivazioni. Si annoverano anche la volpe, il tasso, la faina, il gatto selvatico, la beccaccia, la poiana.

Lungo il corso del fiume, sensibilmente modificato dalla presenza dell’acquedotto, cresce una rigogliosa vegetazione dominata da pioppi, salici e sambuco. Sono ben rappresentati macroinvertebrati tipici dei corsi d’acqua montani, quali larve di Efemenotteri, Plecotteri e Tricotteri, indicatori di una buona qualità dell’ecosistema. La temperatura dell’acqua durante l’anno oscilla fra gli 8 e i 10°C . Tale caratteristica fa sì che questa parte del Sele costituisca una zona vera per la trota, praticamente l’unico membro dell’ittiofauna locale. Sono presenti popolazioni non strutturate di trota fario e trota iridea, entrambe specie di immissione. La trota iridea viene impiegata in acquacoltura ed è stata utilizzata in programmi di ripopolamento su iniziativa del Comune. Delle specie autoctone non resta pressoché nulla. La popolazione di pesci ha subito un drastico calo in seguito a ripetuti episodi di inquinamento idrico avvenuti nel 2013.

Geologia

Il territorio del comune di Caposele è costituito in prevalenza da calcari databili a cavallo tra la fine del Mesozoico e l’inizio del Cenozoico e da sedimenti terrigeni deposti dall’azione del fiume. Essendo situato nei pressi di una faglia diretta (che in superficie vede le rocce calcaree in contatto coi sedimenti), si tratta di un territorio ad elevato rischio sismico; infatti, secondo la classificazione sismica italiana, il comune appartiene alla zona 1 (sismicità alta).

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